
A volte la sera, contando le stelle
e cercando nel buio una luce peregrina,
ripenso ai bei tempi, alle ore più belle,
ai sogni ed ai giochi di quand'ero bambina,
al "c'era una volta" di regni lontani
che spesso la nonna, solenne e serena,
tenendo nel grembo raccolte le mani,
narrava ispirata dalla luna piena...
La voce suadente e il volto sereno,
i bianchi capelli raccolti in forcine,
e noi, silenziosi, accucciati nel fieno
confusi alle piume delle galline...
Rapivano i maghi i nostri pensieri
e a cavallo di scope alle streghe rubate,
tuffati nel pozzo dei desideri,
ignari fanciulli, scoprivamo le fate...
La nonna assonnata continuava a narrare,
chinando la testa e socchiudendo gli occhi,
la voce pian piano veniva a mancare
e noi, per svegliarla, le pungevamo i ginocchi...
Cosi, della fiaba che raccontava,
perdeva il filo, non c'era più il nesso,
ma poi, comunque, la reinventava
e quella o l'altra, per noi, era bella lo stesso...
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