martedì 7 aprile 2009

IL VECCHIO E IL GABBIANO

Nel cielo rosso che tinge l'orizzonte,
vola un gabbiano per ritrovare il mare,
de' suoi compagni a ricercar l'impronte
prima che l'onda le torni a cancellare...
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Si posa in basso, sugli scogli a punta,
e sbatte l'ali e grida forte al vento
e non s'avvede che la notte è giunta
e il sole prima acceso, ora s'è spento...
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De' suoi compagni ormai non v'è più traccia,
le nubi s'accavallano nel cielo
e pallida la luna vi s'affaccia,
sul mondo circostante è sceso un velo...
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Un fremito lo scuote nel profondo
e il gemito di prima strozza in gola..
forse una luce brilla sullo sfondo...
vede una barca alla deriva e sola...
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Con l'ansia nelle ali e dentro il petto,
seguendo quella scia di luce chiara,
all'orizzonte che sfuma nel violetto,
in breve, approda lì, sulla lampara...
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Un vecchio lo raccoglie nel suo grembo
e cerca di scaldarlo con il fiato,
la luna si nasconde dietro un nembo
e muto, sta a guardare anche il Creato...
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Lo sciabordio dell'acqua ora li culla,
le stelle appena apparse fanno a gara
a luccicar lassù, perchè ormai nulla
fa luce più, lì dentro la lampara...
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E l'uno accanto all'altro, in lento andare,
coprendosi del buio e delle stelle,
lasciando che a parlar sia solo il mare,
ricordano il passato e le ore belle...
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"Ecco, ora qui siam soli, amico mio,
ed era proprio quello che volevo,
io sono alla ricerca del mio Dio
e spero che per me si apra il cielo...
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Ormai le forze m'hanno abbandonato
e come te vò solo alla deriva,
ma è un destino che va solo accettato,
anche se è della vita che ti priva...
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E allora sono qui ad aspettare
che scenda giù dal cielo l'Angiol mio,
che come a te m'insegni a volare,
per portarmi al cospetto del mio Dio...
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E, quando avanti a Lui io sarò giunto
e avrò compreso l'immensa bontà Sua,
della mia vita avrò fatto il riassunto
e sarò pronto a...rigirar la prua..."
**
Muto, il gabbiano, s'illuminò d'immenso,
ingigantì di fronte al vecchio stanco,
l'aria d'intorno profumò d'incenso,
e il vecchio amico si ripiegò sul fianco...
**
Chiedendo a Dio il fiato dell'amore,
spalancò l'ali e circondò quel vecchio,
lui lo guardò e con gli occhi del cuore,
vide passar la vita come in uno specchio...
**
Nel cielo scuro s'aprì un varco e un baleno
avvolse il vecchio e il gran gabbiano bianco,
muto anche il mare, fatto calmo e sereno,
fece inclinar la barca su di un fianco...
**
" Vieni qui dentro l'ali, amico mio,
socchiudi gli occhi e non aver timore,
io sono qui per te, l'Angiol son io,
inviato quaggiù dal tuo Signore... "
**
Il vecchio lo guardò e capì l'arcano,
dentro le ali si raccolse tutto...
La barca su di un fianco reclinò pian piano,
voltò la prua e poi...sparì nel flutto...

2 commenti:

  1. bella, grazie
    buona pasqua
    Marga

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  2. Ciao, cio' che hai scritto è molto bello, ti auguro una Buona Pasqua, ciao.

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